Il decennale resta al 4,7% lordo, ma imposte e prezzi ne erodono il valore. Il 19 ottobre arriva il doppio Btp Valore.

Il 2 ottobre lo spread Btp-Bund è arrivato a 131 punti base e il decennale ha toccato il 4,7%. A fine seduta lo spread è sceso a 114,6. Pesano le tensioni in Medio Oriente, l’inflazione, il caro energia e i timori sui debiti pubblici. Con l’inflazione italiana al 4,2% e la tassazione del 12,5%, il 4,7% lordo vale circa il 4,1% netto: in termini reali il rendimento è quasi nullo.

Gestori e consulenti indicano tre direzioni. La prima è puntare sulle scadenze intermedie: il segmento 5-7 anni, con rendimenti sopra il 4%, offre per alcuni analisti il miglior equilibrio tra rischio e rendimento. La seconda è guardare ai titoli indicizzati, perché se l’inflazione resta sopra il 2,6% prezzato dal mercato, Btp€i e Btp Italia hanno la protezione migliore. La terza è diversificare tra fisso e indicizzato, e tra scadenze diverse. Resta il rischio di prezzo: chi vende prima della scadenza può incassare meno.

Dal 19 al 23 ottobre il Mef colloca due Btp Valore a 5 anni, uno con cedole trimestrali e uno con cedola unica a scadenza. I tassi minimi saranno noti il 16 ottobre. Fino ad allora, ogni giudizio di convenienza è prematuro.

Contenuto divulgativo, non costituisce consulenza o raccomandazione di investimento.


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